DALLA PARTE DEGLI INFERMIERI

movimento di Infermieri per il cambiamento

dallaparteinfermieri@tiscali.it
Tel. 366 177 60 66

Ci meritiamo di più.

Care colleghe e cari colleghi,
la lista
"Dalla parte degli Infermieri" non si presenterà alla ripetizione delle elezioni IPASVI indette per il 7, 8 e 9 novembre.
Le elezioni del 2008 sono state annullate perché non era stato raggiunto il quorum di votanti minimo previsto dalla Legge.
L'art. 6 del DLgs 233/46 -che regola l'elezione del consiglio Ipasvi- stabilisce che quando un consiglio Ipasvi non è in grado di funzionare, deve essere nominata dal Ministero della Salute una commissione straordinaria di tre persone che gestisca le elezioni (il "commissariamento").
Questa precisa previsione di Legge è stata disattesa. L'ex presidente Ipasvi Cecinati ha invece deciso di riportare in vita il consiglio preesistente all'annullamento delle elezioni; però un tale tipo di atto non è previsto in nessuna Legge o altra fonte del diritto attualmente vigente.
Inoltre il mandato del consiglio eletto nel 2005 è irreversibilmente terminato nel termine di tre anni previsto dalla Legge sull'Ipasvi, la quale non prevede affatto la possibilità di una sua proroga.
Accanto a tutto questo, va anche ricordato che il consiglio Ipasvi precedente si è insediato a seguito di un'elezione (quella del 2005) a cui aveva partecipato soltanto l'1.8% degli aventi diritto. Quindi, anche quella elezione non aveva raggiunto il quorum richiesto dalla Legge.
Dal momento in cui le elezioni sono state annullate, ricorrevano dunque le condizioni previste per attivare il commissariamento del'Ipasvi, che avrebbe preparato nuove elezioni.
Tale commissariamento era a nostro avviso indispensabile per garantire imparzialità, pari opportunità e trasparenza nello svolgimento delle elezioni. Ci chiediamo quindi perchè questa procedura di garanzia non sia stata attivata.
In questa situazione, il movimento "Dalla parte degli Infermieri" ritiene che non ci siano le condizioni necessarie per poter partecipare alle elezioni e dunque non presenterà una propria lista, in attesa che un'autorità terza ed imparziale garantisca il pieno rispetto di tutte le norme.
Un saluto cordiale a tutti.

19/9/2009
Il Ministero della Salute annulla le elezioni del consiglio provinciale degli Infermieri di Firenze (Ipasvi) svoltesi nel 2008.
Decaduto il consiglio direttivo, le elezioni dovranno essere ripetute.

La Lista "dalla parte degli Infermieri" ha fatto annullare le elezioni del consiglio provinciale degli Infermieri di Firenze tenutesi a dicembre 2008.
Con decisione del 13/7/2009, la Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie del Ministero della Salute ha disposto l'annullamento delle operazioni elettorali del 14-16 dicembre 2008 2008. La motivazione è il mancato raggiungimento del quorum del 10% di partecipanti, previsto dalla Legge. Per leggere il testo originale in pdf della decisione cliccate qui.

La prima conseguenza della decisione è che a decorrere dal giorno della notifica della decisione (31 agosto 2009) il consiglio direttivo che si era invalidamente insediato a seguito delle elezioni è cessato dalle sue funzioni, di fatto e di diritto. L'eventuale ricorso, secondo la Legge, non sospende gli effetti della decisione.
La seconda conseguenza è che le votazioni dovranno essere ripetute e che stavolta dovrà essere rispettato il quorum voluto dalla Legge.

Le nuove elezioni dovranno garantire trasparenza, pari opportunità di partecipazione e discussione aperta e democratica. La data delle scorse elezioni è stata annunciata con un avviso che ad alcuni di noi è arrivato appena 8 giorni prima della data stabilita. Questo, di fatto, ha soffocato ogni possibilità di un effettivo dibattito sulla leadership e sulle politiche della professione tra i colleghi ed ha creato una effettiva disparità di opportunità e di visibilità tra la lista uscente e possibili liste avversarie. Noi vogliamo che questo non accada più: vogliamo che le date delle prossime elezioni siano comunicate con largo anticipo, in modo da garantire la partecipazione ed il pluralismo.
Vogliamo anche che nessuno venga escluso dal diritto di voto: ricordiamo infatti che molte decine di neoInfermieri laureatisi in Infermieristica nella sessione di fine novembre-inizio dicembre 2008 non hanno potuto votare perchè esclusi.

Ovviamente, non potrà essere l'ex presidente Gianfranco Cecinati a gestire la ripetizione delle elezioni.
Infatti lui e gli altri 14 colleghi sono decaduti e non hanno più alcun ruolo; dunque non hanno il potere di convocare le elezioni.
Non solo: non sarebbe valido neppure il tentativo di "riesumare" il consiglio precedente (quello in carica dal 2005 al 2008) per due precisi motivi legali: - il primo è che la Legge (DLgs 233/1946) stabilisce che la durata del Consiglio Ipasvi è di 3 anni e non prevede un regime di "prorogatio" cioè di allungamento del mandato in caso di necessità.
- il secondo motivo è che, anche se non fosse vero quanto detto sopra, in ogni caso anche il precedente consiglio non sarebbe valido perchè anche nel 2005 il quorum del 10% dei votanti non è stato raggiunto. In quell'occasione infatti votarono solo 121 persone, pari all'1.8%. Quindi, se non è legittimo il consiglio eletto nel 2008 con 583 partecipanti al voto, a maggior ragione non lo è uno eletto con 121 votanti !
Il DLgs 233/1946 stabilisce chiaramente cosa deve essere fatto in questi casi (art. 6): il Ministero della Salute nomina una commissione di 3 membri che gestisce il collegio fino alle elezioni, da convocare entro 3 mesi.

Come lista "dalla parte degli Infermieri" chiediamo dunque che venga applicata la Legge e che le elezioni siano gestite da personalità indipendenti ed autorevoli, che garantiscano la piena eguaglianza di opportunità a tutti coloro che vorranno candidarsi.

La decisione del Ministero della Salute mette la parola fine ad una interpretazione erronea della legge fin qui sistematicamente applicata dal collegio Ipasvi di Firenze e stabilisce senza possibilità di dubbio che il quorum minimo per le votazioni è il 10% degli aventi diritto.
La cosa incredibile che però emerge è che da più di 10 anni alle elezioni del consiglio degli Infermieri di Firenze non si raggiunge il quorum: i votanti alle elezioni nel 1996, 2000, 2002 e 2005 hanno infatti oscillato tra 120 e 220.
Viene quindi da chiedersi qual'è stata la legittimità e l'autorità di chi, in questi anni, ha ricoperto le cariche all'interno dell'Ipasvi.

La lista "dalla parte degli infermieri" è stata la novità delle elezioni svoltesi nel 2008. Si contrapponeva ad altre due liste che facevano capo al vecchio establishment infermieristico fiorentino (il presidente in carica ed il suo predecessore) e si caratterizzava per il suo programma di rottura col passato che mette al primo posto i 3 problemi fondamentali degli infermieri oggi: benessere lavorativo, carichi eccessivi di lavoro, retribuzioni più basse d'Europa. Questi tre temi sono un tabù per l'attuale leadership infermieristica italiana, che infatti non se ne è mai occupata.
Questo programma di rottura spiega anche la reazione furibonda e scomposta che certi personaggi del mondo infermieristico fiorentino hanno avuto contro l'apparire della nostra lista e soprattutto contro il nostro capolista, Filippo Festini. Festini è stato fatto oggetto di infiniti insulti e di ben tre denunce, che prendevano come ridicolo pretesto l'avere utilizzato -tra le altre iniziative- un gadget elettorale rappresentato da un pacchetto di caffè: una prima denuncia penale per "voto di scambio" non è stata neppure presa in considerazione dalla Procura, la quale non si è neppure scomodata -come era ovvio- ad aprire un fascicolo, data la risibilità dell'accusa.
La seconda denuncia è stata di tipo disciplinare interno alla professione infermieristica: ma anche questa non è mai stata presa in considerazione dall'Ipasvi, che difatti non ha mai aperto nessun procedimento disciplinare contro Festini.

L'ultima denuncia è stata di tipo disciplinare interno all'Università di Firenze. Festini è infatti professore associato di Scienze Infermieristiche e il preside della Facoltà di Medicina -evidentemente molto contrariato dalla propaganda elettorale di Festini e della nostra lista- ha chiesto al Rettore un "provvedimento disciplinare esemplare" contro di lui, nientemeno che per "comportamento lesivo del decoro e della morale" e per "un contegno scorretto verso i superiori" nonchè per "un comportamento non conforme al decoro delle funzioni e lesivo della dignità e dell'onore del docente", in violazione del Regio Decreto 1592 del 1933, per le modalità con cui è stata condotta la campagna elettorale. Il preside Gensini ha pensato bene anche di dare ampia pubblicità a questo fatto, riferendolo ad un quotidiano cittadino che lo ha pubblicato con ampia evidenza, con buona pace del diritto alla riservatezza che è dovuta in questi casi.
Purtroppo Gensini si è dimenticato di comunicare con altrettanta evidenza che il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) gli ha dato torto e ha stabilito che le accuse erano infondate....
Infatti, a seguito della denuncia di Gensini, il nostro capolista Festini è stato sottoposto al giudizio del Consiglio di Disciplina del CUN, l'organo di autogoverno dell'Università, cui spetta per Legge la decisione ma il CUN, con decisione del 24/6/2009 ha completamente prosciolto Festini dalle accuse, stabilendo che nel comportamento oggetto della denuncia del Preside non c'era assolutamente nulla di scorretto.

La nostra lista "dalla parte degli Infermieri" è nata perchè rifiuta le logiche -purtroppo assai consolidate nella nostra città- di certi gruppi di potere che cercano di tagliare le gambe a chiunque non è allineato con loro e che pensano di poter usare gli Infermieri come "popolo bue", fedele ed obbediente esecutore dei loro ordini e senza autonomia di idee.

Da oggi le cose non sono più come prima.

La nostra lista è stata un piccolo Davide che ha scagliato il suo primo sasso contro il Golia di un potere che non vuole ricambio.

Un cordiale saluto a tutti da "dalla parte degli Infermieri"

Commento ai risultati delle elezioni 2008
(18 dicembre 2008)

Care colleghe e cari colleghi,
la nostra lista "Dalla parte degli Infermieri" ha ottenuto il 18% delle preferenze e dunque nessun nostro candidato è stato eletto nel consiglio Ipasvi.  Il responso degli Infermieri alla nostra proposta è chiaro e netto e noi riconosciamo la sconfitta del nostro progetto. La democrazia è per noi un valore supremo e rispettiamo la volontà della maggioranza. Abbiamo offerto a voi colleghi un'opportunità di cambiamento e voi avete liberamente scelto.
A conclusione di questi giorni così intensi devono essere fatte alcune considerazioni:

I risultati:
l'affluenza è stata dell'8.2% degli aventi diritto (hanno votato 517 persone). E' quadruplicata rispetto all'ultima volta e questo è un aspetto positivo, anche se l'affluenza dei colleghi è stata particolarmente bassa mentre si sono recati a votare prevalentemente i colleghi più anziani.
Le preferenze per il consiglio sono state così ripartite: 49.2% alla lista Cecinati, 32.8% alla lista Brandi, 18% alla lista "Dalla parte degli Infermieri".
Un risultato salta quindi all'occhio. La maggioranza dei votanti -il 50.8%- si sono espressi contro la riconferma di Cecinati e del suo gruppo, sia pure con punti di vista diversi..
E' solo grazie ad un sistema elettorale assurdo che  Cecinati per la quarta volta consecutiva fa l'"en plein" di consiglieri. Nei loro atti dovranno ricordarsi di questo, della sfiducia che è stata espressa verso di loro dalla maggioranza degli Infermieri e delle ragioni di questa sfiducia.

La Campagna elettorale: il vantaggio iniziale.
Abbiamo più volte denunciato il fatto che questa campagna elettorale iniziava con un ingiusto vantaggio per gli uscenti. Sono stati loro a determinare la data delle votazioni, e a scegliere di lasciare un margine brevissimo per chi -come noi- ha avuto 13 giorni per organizzarsi e 9 giorni per farsi conoscere. Il primo di noi che ha ricevuto la lettera delle elezioni l'ha ricevuta il 22 novembre. Ma già dal 19 novembre era online il sito della Lista Cecinati. Vi sembra "par condicio" questa ?. Continuiamo a chiedere, senza risposta, perchè non hanno fatto come in altri collegi, dove le elezioni sono state convocate con mesi di anticipo, in modo da consentire un ampio dibattito tra i professionisti sui contenuti ? Altro aspetto su cui non abbiamo avuto risposta: perchè hanno deciso di fissare la data delle elezioni in modo da impedire il voto a quei circa 100-120 neo-infermieri laureatisi nei primissimi giorni di dicembre ? A loro non è stato permesso di iscriversi al collegio e di votare. Perchè ?

La Campagna elettorale: screditare e insultare.
La nostra campagna elettorale doveva recuperare un ingiusto svantaggio iniziale e per farci conoscere (noi eravamo alla nostra prima esperienza e nessuno ci conosceva) abbiamo dovuto scegliere una campagna elettorale innovativa, molto visibile, qualcuno l'ha definita "all'americana". In realtà avevamo un doppio scopo: non solo parlare agli Infermieri ma anche far vedere ai cittadini che esiste una professione senza la quale la loro salute non sarebbe tutelata. Può essere piaciuta o no, ma era perfettamente legittima.
La risposta dei nostri avversari alle nostre proposte è stata invece fatta di insulti, insinuazioni, cattiverie gratuite e persino accuse -assolutamente ridicole- di "corruzione". Nessuna discussione sui contenuti, nessun dibattito sui diversi punti del nostro programma. Solo attacchi personali pieni di livore contro il nostro capolista Festini e accuse strampalate. Avremmo voluto poter affrontare dei dibattiti con le altre due liste ma nessuno ha accettato un confronto pacato. Noi abbiamo fortemente criticato la linea complessiva degli uscenti ma non abbiamo mai insultato nessuno.

La campagna elettorale: costi e gadgets.
I nostri avversari hanno incentrato le loro invettive su due punti, tralasciando ogni confronto sul programma: i costi e i gadgets elettorali.
Per quanto riguarda i costi, la campagna è costata circa 15.000 euro tutti pagati di tasca propria dal nostro capolista Festini. Si tratta di suoi risparmi: per l'esattezza, si tratta della differenza tra la retribuzione che aveva fino a tre anni fa come infermiere dipendente del SSR e quella attuale come professore universitario, differenza che ha messo da parte da tre anni per questo scopo. Insultare una persona perchè investe tutti i propri risparmi per una cosa in cui crede e allo scopo di migliorare le condizioni dei colleghi che non hanno avuto le sue stesse opportunità, non è cattiveria. È stupidità. Filippo Festini si sarebbe potuto godere la sua nuova posizione di professore e scordarsi dei suoi vecchi colleghi di corsia. Invece ha deciso di impegnare il suo nome, la sua faccia ed i suoi soldi per cambiare radicalmente le cose. Non riconoscere questo e parlare di "sete di potere" come in alcune mail dei nostri avversari, è faziosità.
Per quanto riguarda i "gadgets" elettorali, ovvero le confezioni di caffè non scritto sopra: "ci meritiamo una pausa" e gli orari del voto, alcuni hanno osato parlare di "tentativo di corruzione" o di "voto di scambio". Bisogna essere veramente in malafede per scambiare la distribuzione di un oggetto del costo di 60 centesimi per una tentata corruzione. Chi pensa che sia un tentativo di corruzione, evidentemente pensa che gli infermieri siano "comprabili", e davvero a poco prezzo. E' chi pensa questo che offende gli infermieri.
In tutte le democrazie c'è l'usanza di distribuire durante le elezioni piccoli oggetti di scarso valore con sopra il nome del partito o lo slogan, abbiamo deciso di  farlo anche noi. Avremmo potuto distribuire degli autoadesivi oppure una penna o un calendarietto, esattamente come fanno sindacati, partiti e chiunque altro desidera promuovere le proprie attività o vincere le elezioni. Abbiamo scelto il pacco di caffè per due motivi: il primo è che tra i possibili gadgets era quello che costava meno. Il secondo è per il suo valore simbolico: il caffè è da sempre la bevanda più cara a noi Infermieri: quella che ci conforta, che ci sostiene e che ci tiene svegli durante i turni notturni. Tutti gli Infermieri amano bere il caffè nelle pause. Simboleggia il fatto che mentre gli altri dormono, noi vegliamo su di loro. Ci sembra chiaro e trasparente, non ci sono dietrologie.
Noi crediamo che ci sia faziosità in chi si straccia le vesti per la distribuzione di un gadget elettorale -normalissima usanza in tutte le democrazie- ma non si scandalizza per il modo con cui il consiglio ha gestito il processo elettorale di quest'anno, ad esempio escludendo un centinaio di colleghi più giovani o non garantendo pari opportunità a tutti i contendenti.
La campagna elettorale di Cecinati invece è costata senz'altro di meno, a lui personalmente. A parte il vantaggio temporale di cui ha goduto, molti infermieri ci hanno segnalato che l'ha fatta anche con le buste e i francobolli dell'Aniarti. Pochi euro, certo, ma, a differenza di Festini, ha usato soldi non suoi.

La campagna elettorale: i "poteri forti" si intromettono.
E' il capitolo più incredibile di questa infuocata campagna elettorale. Finora tutti avevano snobbato le elezioni dell'Ipasvi: mai neanche un trafiletto sul giornale o un commento sui mass media. Per queste elezioni invece si sono scomodati i "poteri forti" di Firenze. Siccome era presente la nostra lista, con un programma in grado di far saltare equilibri consolidati da decenni nel potere fiorentino, è passato l'ordine di fare qualunque cosa pur di non far vincere noi. Si sono scomodati nientemeno che il giornale "La Repubblica" e il Preside di Medicina ! Il primo, pubblicando due articoli velenosi e a senso unico contro Festini, di cui uno è uscito mentre si stavano svolgendo le operazioni di voto e ogni possibilità di replica era ormai preclusa (Nella sezione "Documenti" di questo sito trovate l'articolo, così potete giudicare voi stessi). Il secondo con dichiarazioni nelle quali ha comunicato che sul capo di Festini pendevano un procedimento disciplinare e uno penale. Tutto questo alla faccia della privacy e senza che ancora a Festini fosse arrivata alcuna comunicazione ufficiale. Questi metodi sono inqualificabili: si tenta di screditare un professionista stimato e senza macchia attraverso il "sentito dire". E' bene anche che si sappia che la nostra Lista ha mandato ben due comunicati stampa alla Repubblica (uno dei quali per protestare contro l'intervento di Gensini) e nessuno dei due è stato ripreso dal giornalista
Tuttavia, noi siamo felicissimi che i "poteri forti" si siano schierati apertamente contro di noi. E' la prova che il nostro programma aveva veramente la potenzialità di cambiare le cose e loro ne avevano paura. E' la prova che ciò che noi diciamo è scomodo, è "eretico" e quindi deve essere cancellato con le calunnie.
Ovviamente, nessuno della lista di Cecinati e di coloro che urlavano di essere offesi dal caffè, si è sentito offeso dal fatto che un medico intervenisse nella campagna elettorale di un ordine professionale a cui non appartiene.
Altra distorsione che si è tentata è quella di far credere che la nostra fosse una lista di un sindacato. Falso. Nella nostra lista ci sono persone senza tessera sindacale insieme ad iscritti di CGIL, di Nursing Up e di RdB.

Il futuro
Ci siamo proposti ai colleghi e ci siamo contati. Siamo una minoranza ? Va bene. Ma siamo una minoranza molto agguerrita. Vigileremo con rigore e senza timori sull'operato del nuovo Collegio. Pretenderemo assoluta trasparenza negli atti e chiarezza nei ruoli dei singoli consiglieri, che dovranno essere al di sopra di ogni possibile sospetto di conflitto di interessi. Volevamo un collegio Ipasvi più vicino agli Infermieri e lo otterremo.
Il nostro sito, la nostra email e la nostra infoline telefonica 366 177 6066 rimangono come punto di riferimento per tutti coloro che sono nauseati dal vecchiume logoro e senza idee.

Un cordiale saluto a tutti
e auguri di buone feste !

"Dalla parte degli Infermieri"

Post Scriptum
Dimenticavamo: la vecchia e assurda legge 233 del 1946, quella che regola le elezioni Ipasvi, è molto chiara: all'art.2, secondo comma dice che in seconda convocazione le elezioni sono valide se partecipa non meno di un decimo degli aventi diritto, cosa che non è avvenuta, perchè il 10% di 6258 infermieri è 626.
Quindi le elezioni non sono valide e dovranno essere ripetute