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Commento ai risultati delle elezioni 2008 (18 dicembre 2008)
Care colleghe e cari colleghi, la nostra lista "Dalla parte degli Infermieri" ha ottenuto il 18% delle preferenze e dunque nessun nostro candidato è stato eletto nel consiglio Ipasvi. Il responso degli Infermieri alla nostra proposta è chiaro e netto e noi riconosciamo la sconfitta del nostro progetto. La democrazia è per noi un valore supremo e rispettiamo la volontà della maggioranza. Abbiamo offerto a voi colleghi un'opportunità di cambiamento e voi avete liberamente scelto. A conclusione di questi giorni così intensi devono essere fatte alcune considerazioni:
I risultati: l'affluenza è stata dell'8.2% degli aventi diritto (hanno votato 517 persone). E' quadruplicata rispetto all'ultima volta e questo è un aspetto positivo, anche se l'affluenza dei colleghi è stata particolarmente bassa mentre si sono recati a votare prevalentemente i colleghi più anziani. Le preferenze per il consiglio sono state così ripartite: 49.2% alla lista Cecinati, 32.8% alla lista Brandi, 18% alla lista "Dalla parte degli Infermieri". Un risultato salta quindi all'occhio. La maggioranza dei votanti -il 50.8%- si sono espressi contro la riconferma di Cecinati e del suo gruppo, sia pure con punti di vista diversi.. E' solo grazie ad un sistema elettorale assurdo che Cecinati per la quarta volta consecutiva fa l'"en plein" di consiglieri. Nei loro atti dovranno ricordarsi di questo, della sfiducia che è stata espressa verso di loro dalla maggioranza degli Infermieri e delle ragioni di questa sfiducia.
La Campagna elettorale: il vantaggio iniziale. Abbiamo più volte denunciato il fatto che questa campagna elettorale iniziava con un ingiusto vantaggio per gli uscenti. Sono stati loro a determinare la data delle votazioni, e a scegliere di lasciare un margine brevissimo per chi -come noi- ha avuto 13 giorni per organizzarsi e 9 giorni per farsi conoscere. Il primo di noi che ha ricevuto la lettera delle elezioni l'ha ricevuta il 22 novembre. Ma già dal 19 novembre era online il sito della Lista Cecinati. Vi sembra "par condicio" questa ?. Continuiamo a chiedere, senza risposta, perchè non hanno fatto come in altri collegi, dove le elezioni sono state convocate con mesi di anticipo, in modo da consentire un ampio dibattito tra i professionisti sui contenuti ? Altro aspetto su cui non abbiamo avuto risposta: perchè hanno deciso di fissare la data delle elezioni in modo da impedire il voto a quei circa 100-120 neo-infermieri laureatisi nei primissimi giorni di dicembre ? A loro non è stato permesso di iscriversi al collegio e di votare. Perchè ?
La Campagna elettorale: screditare e insultare. La nostra campagna elettorale doveva recuperare un ingiusto svantaggio iniziale e per farci conoscere (noi eravamo alla nostra prima esperienza e nessuno ci conosceva) abbiamo dovuto scegliere una campagna elettorale innovativa, molto visibile, qualcuno l'ha definita "all'americana". In realtà avevamo un doppio scopo: non solo parlare agli Infermieri ma anche far vedere ai cittadini che esiste una professione senza la quale la loro salute non sarebbe tutelata. Può essere piaciuta o no, ma era perfettamente legittima. La risposta dei nostri avversari alle nostre proposte è stata invece fatta di insulti, insinuazioni, cattiverie gratuite e persino accuse -assolutamente ridicole- di "corruzione". Nessuna discussione sui contenuti, nessun dibattito sui diversi punti del nostro programma. Solo attacchi personali pieni di livore contro il nostro capolista Festini e accuse strampalate. Avremmo voluto poter affrontare dei dibattiti con le altre due liste ma nessuno ha accettato un confronto pacato. Noi abbiamo fortemente criticato la linea complessiva degli uscenti ma non abbiamo mai insultato nessuno.
La campagna elettorale: costi e gadgets. I nostri avversari hanno incentrato le loro invettive su due punti, tralasciando ogni confronto sul programma: i costi e i gadgets elettorali. Per quanto riguarda i costi, la campagna è costata circa 15.000 euro tutti pagati di tasca propria dal nostro capolista Festini. Si tratta di suoi risparmi: per l'esattezza, si tratta della differenza tra la retribuzione che aveva fino a tre anni fa come infermiere dipendente del SSR e quella attuale come professore universitario, differenza che ha messo da parte da tre anni per questo scopo. Insultare una persona perchè investe tutti i propri risparmi per una cosa in cui crede e allo scopo di migliorare le condizioni dei colleghi che non hanno avuto le sue stesse opportunità, non è cattiveria. È stupidità. Filippo Festini si sarebbe potuto godere la sua nuova posizione di professore e scordarsi dei suoi vecchi colleghi di corsia. Invece ha deciso di impegnare il suo nome, la sua faccia ed i suoi soldi per cambiare radicalmente le cose. Non riconoscere questo e parlare di "sete di potere" come in alcune mail dei nostri avversari, è faziosità. Per quanto riguarda i "gadgets" elettorali, ovvero le confezioni di caffè non scritto sopra: "ci meritiamo una pausa" e gli orari del voto, alcuni hanno osato parlare di "tentativo di corruzione" o di "voto di scambio". Bisogna essere veramente in malafede per scambiare la distribuzione di un oggetto del costo di 60 centesimi per una tentata corruzione. Chi pensa che sia un tentativo di corruzione, evidentemente pensa che gli infermieri siano "comprabili", e davvero a poco prezzo. E' chi pensa questo che offende gli infermieri. In tutte le democrazie c'è l'usanza di distribuire durante le elezioni piccoli oggetti di scarso valore con sopra il nome del partito o lo slogan, abbiamo deciso di farlo anche noi. Avremmo potuto distribuire degli autoadesivi oppure una penna o un calendarietto, esattamente come fanno sindacati, partiti e chiunque altro desidera promuovere le proprie attività o vincere le elezioni. Abbiamo scelto il pacco di caffè per due motivi: il primo è che tra i possibili gadgets era quello che costava meno. Il secondo è per il suo valore simbolico: il caffè è da sempre la bevanda più cara a noi Infermieri: quella che ci conforta, che ci sostiene e che ci tiene svegli durante i turni notturni. Tutti gli Infermieri amano bere il caffè nelle pause. Simboleggia il fatto che mentre gli altri dormono, noi vegliamo su di loro. Ci sembra chiaro e trasparente, non ci sono dietrologie. Noi crediamo che ci sia faziosità in chi si straccia le vesti per la distribuzione di un gadget elettorale -normalissima usanza in tutte le democrazie- ma non si scandalizza per il modo con cui il consiglio ha gestito il processo elettorale di quest'anno, ad esempio escludendo un centinaio di colleghi più giovani o non garantendo pari opportunità a tutti i contendenti. La campagna elettorale di Cecinati invece è costata senz'altro di meno, a lui personalmente. A parte il vantaggio temporale di cui ha goduto, molti infermieri ci hanno segnalato che l'ha fatta anche con le buste e i francobolli dell'Aniarti. Pochi euro, certo, ma, a differenza di Festini, ha usato soldi non suoi.
La campagna elettorale: i "poteri forti" si intromettono. E' il capitolo più incredibile di questa infuocata campagna elettorale. Finora tutti avevano snobbato le elezioni dell'Ipasvi: mai neanche un trafiletto sul giornale o un commento sui mass media. Per queste elezioni invece si sono scomodati i "poteri forti" di Firenze. Siccome era presente la nostra lista, con un programma in grado di far saltare equilibri consolidati da decenni nel potere fiorentino, è passato l'ordine di fare qualunque cosa pur di non far vincere noi. Si sono scomodati nientemeno che il giornale "La Repubblica" e il Preside di Medicina ! Il primo, pubblicando due articoli velenosi e a senso unico contro Festini, di cui uno è uscito mentre si stavano svolgendo le operazioni di voto e ogni possibilità di replica era ormai preclusa (Nella sezione "Documenti" di questo sito trovate l'articolo, così potete giudicare voi stessi). Il secondo con dichiarazioni nelle quali ha comunicato che sul capo di Festini pendevano un procedimento disciplinare e uno penale. Tutto questo alla faccia della privacy e senza che ancora a Festini fosse arrivata alcuna comunicazione ufficiale. Questi metodi sono inqualificabili: si tenta di screditare un professionista stimato e senza macchia attraverso il "sentito dire". E' bene anche che si sappia che la nostra Lista ha mandato ben due comunicati stampa alla Repubblica (uno dei quali per protestare contro l'intervento di Gensini) e nessuno dei due è stato ripreso dal giornalista Tuttavia, noi siamo felicissimi che i "poteri forti" si siano schierati apertamente contro di noi. E' la prova che il nostro programma aveva veramente la potenzialità di cambiare le cose e loro ne avevano paura. E' la prova che ciò che noi diciamo è scomodo, è "eretico" e quindi deve essere cancellato con le calunnie. Ovviamente, nessuno della lista di Cecinati e di coloro che urlavano di essere offesi dal caffè, si è sentito offeso dal fatto che un medico intervenisse nella campagna elettorale di un ordine professionale a cui non appartiene. Altra distorsione che si è tentata è quella di far credere che la nostra fosse una lista di un sindacato. Falso. Nella nostra lista ci sono persone senza tessera sindacale insieme ad iscritti di CGIL, di Nursing Up e di RdB.
Il futuro Ci siamo proposti ai colleghi e ci siamo contati. Siamo una minoranza ? Va bene. Ma siamo una minoranza molto agguerrita. Vigileremo con rigore e senza timori sull'operato del nuovo Collegio. Pretenderemo assoluta trasparenza negli atti e chiarezza nei ruoli dei singoli consiglieri, che dovranno essere al di sopra di ogni possibile sospetto di conflitto di interessi. Volevamo un collegio Ipasvi più vicino agli Infermieri e lo otterremo. Il nostro sito, la nostra email e la nostra infoline telefonica 366 177 6066 rimangono come punto di riferimento per tutti coloro che sono nauseati dal vecchiume logoro e senza idee.
Un cordiale saluto a tutti e auguri di buone feste !
"Dalla parte degli Infermieri"
Post Scriptum Dimenticavamo: la vecchia e assurda legge 233 del 1946, quella che regola le elezioni Ipasvi, è molto chiara: all'art.2, secondo comma dice che in seconda convocazione le elezioni sono valide se partecipa non meno di un decimo degli aventi diritto, cosa che non è avvenuta, perchè il 10% di 6258 infermieri è 626. Quindi le elezioni non sono valide e dovranno essere ripetute
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